A Firenze l’ottava edizione di Middle East Now

Torna il festival dedicato al Medio Oriente, tra cinema, arte, musica, incontri e cibo, per raccontare con una prospettiva diversa una delle zone più “calde” del mondo

_ nuova location per il festival, in scena al Cinema La Compagnia

_ 45 pellicole in programma tra anteprime italiane ed europee;

_ “Urban Middle East” è il tema di questa edizione, il Medio Oriente raccontato attraverso le sue città;

_ tra i progetti speciali la mostra “Saudi Tales of Love” di Tasneem Alsultan, ritratti di donne coraggiose in Arabia Saudita, alle prese con divorzi e relazioni sentimentali complicate;

_ la partecipazione delle Harakat Sisters, fashion designer nomad-pop,
e del giovane artista Chndy, protagonista della residenza in collaborazione con Crossway Foundation;

_ come ospite speciale food ci sarà lo chef Philip Juma, astro nascente della Iraqi cuisine

Opening night: Last Man in Aleppo, vincitore del Grand Jury Prize all’ultimo Sundance Film Festival

Closing night: Ali, The Goat, and Ibrahim, primo acclamato lungometraggio di Sherif Elbendary, uno dei più talentuosi giovani registi egiziani

Il Medio Oriente contemporaneo torna da protagonista a Firenze dal 4 al 9 aprile 2017, con la 8a edizione di Middle East Now, il festival internazionale di cinema, documentari, arte contemporanea, musica, incontri ed eventi ideato e organizzato dall’associazione culturale Map of Creation. L’evento si terrà tra Cinema La Compagnia – nuova main location del festival, bellissima sala del centro città riaperta da poco e diventata “casa del cinema”, al Cinema Stensen e altre location e spazi cittadini, con un ricco programma di proiezioni ed eventi speciali, nell’ambito del cartellone della Primavera di Cinema Orientale.

Middle East Now 2017 presenterà 45 film premiati nei migliori festival internazionali, di cui 19 cortometraggi e 39 anteprime italiane. Un viaggio cinematografico che tocca i paesi e le società dell’area mediorientale, mai come oggi al centro dell’attenzione della politica e dei media internazionali. Le storie, i personaggi, i temi forti e l’attualità nei titoli cinematografici più recenti da Iran, Iraq, Kurdistan, Libano, Israele, Libia, Palestina, Egitto, Giordania, Emirati Arabi, Yemen, Afghanistan, Siria, Bahrein, Algeria, Marocco e Oman, faranno conoscere al pubblico le culture e le società di questi paesi, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati.

Il tema del festival 2017: “Urban Middle East”

La dimensione urbana della vita in Medio Oriente, le città come metafora della complessità del vivere in questa parte del mondo, ma anche le città come luogo di creatività e di espressione culturale. Il tema “Urban Middle East” sarà sviluppato nel programma cinema, nei progetti espositivi, negli eventi speciali presentati e nel bookshop tematico del festival – con una selezione di titoli di letteratura e saggi ispirati dalle città mediorientali -, e nel programma di Talks con protagonisti della cultura e della scena geopolitica mediorientale.

Anteprime e proiezioni speciali del programma cinema 2017:

_ il Focus Egitto sarà uno degli highlights di questa edizione, con una selezione di anteprime che raccontano il paese in un momento più che mai critico della sua storia recente. Tra i titoli in programma il capolavoro “In the last days of the city” (2016, 118’) di Tamer Elsayed, dedicato al Cairo, sinfonia di una grande città, tra documentarismo e fiction, che rende in modo potente l’anima confusa dell’Egitto contemporaneo; il film di debutto “Whitered Green” (2016, 73’) del regista Mohammed Hammad, miglior opera prima al festival di Dubai, sulla determinazione di una giovane donna nel negoziare le tradizioni patriarcali legate al matrimonio; e ancora il documentario “Whose Country?” di Mohamed Siam (2016, 57′), ritratto impietoso di un paese attraverso le vicende di un gruppo di poliziotti del Cairo; il documentario “Happily Ever After” (2016, 71′), che segue la tormentata storia d’amore post-rivoluzione dei due registi Nada Riyadh e Ayman El Amir; e in chiusura focus il primo acclamato lungometraggio di Sherif Elbendary, uno dei più talentuosi giovani registi egiziani, che presenterà a Firenze in anteprima italiana il suo road movie “Ali, The Goat, and Ibrahim” (2016, 97’).

_ Grande attenzione anche alla Siria, scenario tra i più drammatici del Medio Oriente contemporaneo: film d’apertura di questa edizione sarà infatti l’anteprima italiana di “The Last Men in Aleppo” (2017, 110’), acclamato e potente documentario co-diretto dal regista siriano Feras Fayyad e dal danese Steen Johannessen, vincitore del Grand Jury Prize all’ultimo Sundance Film Festival; il film, realizzato in gran parte con materiali video girati da attivisti sul campo, proietta il pubblico nella vita quotidiana dei volontari del corpo di soccorso “White Helmets” di Aleppo, che supportano i loro concittadini tra i pericoli di una città martoriata dalla guerra.

Tra i titoli che raccontano lo scenario di Israele e Palestina, ci saranno “Junction 48” (2016, 96’) del regista israeliano Udi Aloni, premio del pubblico alla Berlinale e miglior film al Tribeca film festival, sui sogni di realizzazione personale attraverso la musica di un gruppo di giovani arabi di Lod, città mista arabo-israeliana con gravi problemi di integrazione, capitanati dal cantante hip hop Tamer Nafer, frontman del gruppo palestinese DAM; il potente “Forever Pure” (2016, 85′) in cui la regista Maya Zinshtein documenta la reazione razzista dei tifosi della squadra di calcio Beitar di Gerusalemme, dopo l’acquisto di due giocatori musulmani; il documentario “Nazareth Cinema Lady” (2016, 53’) di Nurit Jacobs-Yinon, sulla storia incredibile di Safaa Dabour, musulmana molto religiosa che si batte per creare la prima cinemateca araba a Nazareth; e ancora il toccante e ironico “Waiting for Giraffes” (2016, 84’) di Marco De Stefanis, con protagonista il veterinario Dr. Sami alle prese con la sfida di riportare le giraffe – morte durante l’ultima Intifada – nello zoo di Qalqilya nei Territori Occupati.

Dal Libano tanti i titoli in anteprima italiana, tra questi “Tramontane” (2016, 105’), il pluripremiato debutto del regista Vatche Boulghourjian, presentato al festival di Cannes, lungometraggio enigmatico sulla ricerca della sua identità da parte di un giovane musicista ceco: e ancora un altro film di debutto, “Solitaire” (2016, 92’) di Sophie Butros, una dark comedy sull’incontro prematrimoniale di due famiglie – una libanese e l’altra siriana – in un villaggio del Libano.

Dalla Giordania in anteprima il cortometraggio “The Parrot” (2016, 15’) di Amjad Al Rasheed e Darin Sallam, film ironico sull’origine, l’identità e lo spirito di adattamento nella Haifa del 1948.

Tra i titoli dalla Turchia arriva in anteprima italiana il documentario “Kedi” di Ceyda Torun (2016, 80’), incredibile ritratto di Istanbul vista attraverso le migliaia di gatti che storicamente abitano la città.

Dall’Iran arriva il lungometraggio “Parting” (2016, 78’), debutto alla regia di Navid Mahmoudi e film candidato agli Oscar, storia toccante di una giovane coppia di immigrati afgani che cercano di lasciare l’Iran per raggiungere l’Europa; e poi l’omaggio al grande regista Abbas Kiarostami scomparso di recente, con la proiezione del suo ultimo lavoro “Take me Home” (2016, 17’), girato tra vicoli e scalinate del sud Italia.

Dall’Afghanistan l’anteprima europea del lungometraggio “Kabullywood” di Louis Meunier (2016, 84’), che racconta l’avventura di un gruppo di giovani studenti afgani che cerca con ogni mezzo, e per contrastare il ritorno dei Talebani, di riaprire il mitico Cinema Aryub, che negli anni ’70 era la sala più alla moda di Kabul, ormai chiusa da qualche decennio.

L’anteprima italiana dall’IRAQ del film “Nowhere to Hide” di Zaradasht Ahmed (Iraq, Norvegia, Svezia, 2016, 78′), vincitore dell’ultima edizione di IDFA, il più importante festival di documentari al mondo, sull’incredibile storia dell’infermiere Nori Sharif, che negli ultimi cinque anni della sua vita ha continuato incessantemente a fare il suo lavoro nel cosiddetto “triangolo della morte”, la zona più pericolosa del centro dell’Iraq, fino all’arrivo delle truppe dell’ISIS.

In programma anche film e documentari che raccontano altri paesi e scenari del Medio Oriente, come Kurdistan, Tunisia, Arabia Saudita; continua, inoltre, il viaggio cinematografico del festival nei paesi del Golfo, per questa edizione sotto i riflettori con la Window on Oman, sezione speciale dedicata al cinema dall’Oman, paese poco conosciuto quanto affascinante, in cui si sta affermando una nuova generazione di registi emergenti.

Tra i progetti e gli eventi speciali di questa edizione:

_ La mostra SAUDI TALES OF LOVE by Tasneem Alsultan
Fondazione Studio Marangoni – Via San Zanobi, 32r
Opening: sabato 8 aprile / Ore: 18.00
Alla Fondazione Studio Marangoni fino al 13 maggio andrà in scena la mostra SAUDI TALES OF LOVE di Tasneem Alsultan, ritratti di donne coraggiose alle prese con divorzi e relazioni sentimentali complicate, che hanno fatto scelte coraggiose andando oltre i tabù e le imposizioni della società saudita. Il progetto nasce dalla storia personale della fotografa, sposatasi a 17 anni con un matrimonio combinato secondo la tradizione, per poi divorziare dopo 10 anni vissuti infelicemente.

_Video & foto installazione ALI BABA CAN’T BE FOUND HERE by Chndy
Fondazione Studio Marangoni – Via San Zanobi, 32r
Opening: sabato 8 Aprile / h.18.00
Prima edizione della residenza d’artista “Middle East Now x Crossway Foundation Residency Program”, nata dalla partnership tra il festival e Crossway Foundation, una delle più importanti organizzazioni che promuove i giovani creativi dal Medio Oriente. L’artista – Mohammad Al Kindi detto “Chndy” – giovane talento nato in Oman, lavora con la fotografia, la grafica e il video, e riflette sui codici del linguaggio pubblicitario con un approccio ironico e avantgarde. Chndy presenta a Firenze fino al 13 maggio un progetto pensato per il festival, legato ai suoiluoghi e al suo mondo, raccontati in una prospettiva sorprendente. L’artista sarà in residenza a Villa La Pietra in collaborazione con New York University Florence.

_ Il lifestyle delle sorelle marocchino-libanesi HARAKAT SISTERS
Boutique Nadine – via De’ Benci 32r
Opening: venerdì 7 aprile / Ore: 18.30
Per la prima volta in Italia il lavoro e la creatività delle Harakat Sisters, fashion designer dallo spirito nomade e dalla creatività pop middle east di origini marocchino-libanesi, creatrici del brand di accessori e dell’atelier che porta il loro nome, e che in arabo vuol dire “movimento”. Il loro pezzo culto è la “Kssetta bag”, con le vecchie audiocassette raccolte nei bazar mediorientali a fare da firma inconfondibile, che presenteranno con un pop up-shop da Boutique Nadine, con un allestimento curato da Archivio Personale.

astro nascente della Iraqi cuisine
Philip Juma è considerato uno dei nomi nuovi della cucina Middle Eastern. Di origini anglo- irachene, autore di una rubrica settimanale sulle pagine del prestigioso quotidiano inglese Evening Standard, è lo chef che sta letteralmente cambiando la percezione che le persone hanno della identità culinaria dell’Iraq. Terrà un Corso di Cucina Irachena (sabato 8 aprile, Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu), una “Iraqi pop-up dinner“ (venerdì 7 aprile, Ditta Artigianale – Via dello Sprone), e curerà uno degli aperitivi “Urban Delights” presso il Cinema La Compagnia (giovedì 6

Aprile).

MUSICA: La partecipazione speciale di BACHAR MAR-KHALIFÉ
in collaborazione con Institut Français Firenze
Compositore e multistrumentista franco-libanese, Bachar Mar-Khalifé è uno dei talenti della musica contemporanea più ricercata, figlio del famoso musicista di oud Marcel Khalifé. Vive a Parigi, il suo è uno stile unico, in cui si mescola musica tradizionale araba, jazz ed elettronica. Bachar si esibirà alla serata di inaugurazione del festival (4 aprile) e terrà una conversazione – performance il 5 aprile all’Istituto Francese (ore 18.30 – Piazza Borgognissanti 2 – entrata gratuita).

Inoltre, il festival, lancia Middle East Now MUSIC @ BUH!, una speciale collaborazione con BUH!, il Circolo Culturale Urbano (via Panciatichi 16) ideato da Impact Hub Firenze e La Scena Muta, con due serate dedicate alla musica contemporanea dal Middle East: Venerdì 7 aprile – dalle ore 22.30 / Fanfara Station + Dj set El Farran (Beirut) e Sabato 8 aprile – dalle ore 22.30 BowLand live – presentazione in anteprima del disco Floating Trip + dj set Bam~Bou~Büs.

SHAMIYAT! People, Places and Things from Syria”
Installazione di Giuseppe Alizzi al Cinema La Compagnia 4-9 aprile – entrata libera
È possibile comprendere la vera portata di una distruzione senza sapere cosa sia in corso di distruzione? Giuseppe Alizzi, architetto e ricercatore, tenta di dare una risposta con la video installazione SHAMIYAT!. Persone, cose e luoghi vissuti in Siria, qualche mese prima dell’inizio della distruzione, si mostrano senza violenza e in tutta la loro quotidiana e normale bellezza. SHAMIYAT! è parte del progetto multimediale Sham Sham. Exhibiting Syria Without Wrecks (shamsham.org).

LEARNING ARABIC WITH MAHA

Il festival presenta per la prima volta un mini-*corso di lingua araba, tenuto dalla famosa Youtube teacher Maha Yakoub, ragazza palestinese basata in Italia che sta spopolando su internet con le sue lezioni di arabo, su come imparare in modo semplice e divertente l’arabo, una parola e frase alla volta.

“Parli l’Arabo? Due lezioni di introduzione alla lingua araba con Maha”, si terranno venerdì 7 aprile e Sabato 8 aprile al Cinema La Compagnia.

I TALKS: IL PUNTO DELLE 19.30 RACCONTA L’EVOLUZIONE DELLE CITTÀ MEDIORIENTALI
Torna anche il format di appuntamenti quotidiani con cui il festival chiama sul palco affermati giornalisti, scrittori, saggisti ed esperti a disegnare una mappa dell’informazione sul Medio Oriente. Gli eventi in programma a questa edizione – curati da Felicetta Ferraro – si concentreranno sull’evoluzione urbana, sociale e culturale di alcune delle principali capitali e città mediorientali, come Beirut, Ramallah, Tehran e il Cairo.

I premi assegnati dal festival sono:

“Middle East Now Award”, al miglior film votato dal pubblico
“Best Short Film by NYU Firenze”, al miglior cortometraggio votato da una giuria composta da studenti della New York University di Firenze.
“Best OFF”, al miglior cortometraggio d’autore conferito da OFF Cinema

Middle East Now è organizzato dall’associazione culturale Map of Creation, con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, il contributo di Regione Toscana, Comune di Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze – Osservatorio per le Arti Contemporanee, Oxfam Italia, Gruppo Why the Best Hotels Firenze, con il supporto di FST-Fondazione Sistema Toscana, La Compagnia, New York University Florence – Villa La Pietra, Ponte33, Institut Français, Azalai Travel Design, in partnership con Fondazione Istituto Stensen, Meltin’Concept / Let7, Fondazione Studio Marangoni, e altre istituzioni e partner locali e internazionali.

ll festival è inserito nel cartellone della Primavera di Cinema Orientale, realizzato per Regione Toscana da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana.

MIDDLE EAST NOW
4-9 aprile 2017
Cinema La Compagnia, Stensen e altri luoghi programma, orari e biglietti su www.middleastnow.it

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Autore dell'articolo: Carmine Sasso